{"sf1_id":93632,"sf2_id":"P1ELK3An","title":"Tetti lontani (Literature contest version)","author":"RedFoxy Darrest","words":1272,"posted_at":"2009-07-06T23:24:00.000Z","tags":["Adventure","Italian Language","Romance","Sci-Fi","Wolf"],"url":"https://fse.anthro.fr/stories/93632-tetti-lontani-literature-contest-version","original_url":"https://sofurry.com/s/P1ELK3An","image_url":"https://www.sofurryfiles.com/std/thumb?page=93632\u0026ext=.jpg","description":"","content":"Ero poco piÃ¹ di un cucciolo di lupo quando il mio mondo iniziÃ² il suo lento declino.  \nRicordo tutto, anche se non vorrei, ricordo il primo contatto, ricordo come era il mio mondo prima di allora...  \nTutto iniziÃ² un giorno, quando dall'osservatorio orbitale di Glana arrivÃ² una notizia che fugÃ² uno dei piÃ¹ grandi dubbi della nostra epoca: non eravamo soli nell'universo.  \nIl comunicato era semplice, corredato da alcune foto poco nitide, ricavate utilizzando i dati elettromagnetici forniti dall'osservatorio e ricostruiti al computer. In esse vi era un oggetto composto da leghe metalliche differenti, che lentamente seguiva la sua rotta puntando al nostro sistema planetario.  \nDopo sette anni di attesa, l'oggetto entrÃ² nel raggio d'azione per una spedizione di recupero.  \n  \nL'oggetto fu agganciato e trasportato su Glana, con tutto il clamore e la trepidazione che i media riuscirono a trasmettere al nostro popolo, che, dalle proprie case o dalle piazze, seguirono l'evento del secolo. Una cosa simile accadde anni prima quando vennero fatti i primi passi su Glana e Sian, una storia che mio nonno raccontava di continuo, l'attesa dell'atterraggio e finalmente le tremanti immagini sfuocate mostrarono il momento in cui la zampa di un volpenauta rimase impressa sul terreno, qualcosa di simile si stava ripetendo.  \n  \n\n\u0026nbsp; Quando gli scienziati analizzarono il manufatto, ne rimasero stupefatti. Non era piÃ¹ operativo da secoli, ma la sua tecnologia non era poi tanto antiquata paragonandola alla nostra.  \n  \nNon era un'astronave o un mezzo di trasporto, ma un semplice satellite equipaggiato per l'esplorazione e la catalogazione, non fornito di un adeguato sistema di propulsione per viaggi interstellari, anche se probabilmente aveva superato di gran lunga le aspettative dei costruttori giungendo sino a noi.  \n  \nLa banca dati era satura di informazioni giÃ\u0026nbsp; da diversi secoli, le pulsar, i pianeti e i soli memorizzati erano praticamente tutti sconosciuti, ma iniziarono a darci un idea del percorso seguito dal satellite.  \nNel suo interno vi era custodito un oggetto che attirÃ² buona parte dell'attenzione dei nostri scienziati: un disco di metallo, giallo e pesante, con un foro circolare al centro; la sua forma ricordava i vecchi supporti che si usavano per memorizzare dati e suoni, non era collegato a nessun strumento ed era contenuto in una teca semitrasparente, in piÃ¹, era stato certamente messo lÃ¬ per essere trovato da qualcuno come noi.  \n  \n\n\u0026nbsp; Tra gli scienziati e i tecnici assegnati allo studio e decifrazione del disco, vi era mio padre, il tutto era custodito nei laboratori di ricerca militare su Glana, dove noi tutti ci trasferimmo per essergli vicino, nel frattempo, su Vendar, il mio pianeta natale, si era diffusa la convinzione che fosse un segno divino, mentre altri sostenevano che potesse rappresentare la minaccia di un invasione, i militari erano piÃ¹ interessati alla possibilitÃ\u0026nbsp; di nuove tecnologie e nuove possibili colonie, il tutto mascherato da interessi per la comunitÃ\u0026nbsp; e sbocchi commerciali.  \n  \nLavorarono intensamente per due anni alla decifrazione del disco. Alla fine venne decifrato quasi integralmente, la banca dati del satellite venne poco a poco scardinata come il forziere di un tesoro, rivelando informazioni su pianeti sconosciuti e sul come quel mezzo cosÃ¬ inappropriato fosse riuscito ad arrivare a noi viaggiando per piÃ¹ di un millennio.  \n  \nIl disco conteneva immagini, musica e parole in lingue sconosciute, che vennero usati come base per studiare la lingua del pianeta da cui questo satellite proveniva. Suoni vari e, con  \n  \n\n\u0026nbsp; grande stupore, anche versi di animali presenti nei nostri mondi.  \n  \nElaborando le informazioni ricavate dallo studio del satellite, vennero ricavate le probabili coordinate di inizio del suo lungo viaggio. Queste informazioni misero in moto una serie di studi che portarono alla costruzione di un traduttore della nostra lingua in quella di questo lontano pianeta e viceversa, inoltre, quando questo apparato fu pronto, vennero preparati pacchetti di informazione da inviare ai creatori del satellite, pacchetti contenenti messaggi di pace, informazioni sui nostri pianeti, foto e suoni. Come a ricambiare il regalo ricevuto.  \n  \nUna delle nostre tecnologie sperimentali di comunicazione basate sulla teoria dello spazio curvo, sfruttava un buco nero come sistema riflettente, permettendoci di coprire, teoricamente, una distanza di circa 30.000 anni luce in poche settimane, ma non eravamo certi che il segnale sarebbe arrivato, come molti erano i dubbi riguardanti la loro capacitÃ\u0026nbsp; di ricevere ed elaborare la trasmissione una volta ricevuta, ma eravamo ottimisti. Certi che la loro tecnologia si fosse evoluta dalla costruzione di quel satellite.  \n  \n\n\u0026nbsp; Non ci aspettavamo una risposta in tempi brevi. Ci sbagliavamo.  \n  \nDopo quasi un anno di continue trasmissioni e rimodulazioni delle tecniche di trasmissione, ricevemmo una risposta. Era decisamente diversa da quella che ci aspettavamo, a tal punto da sconcertarci. Come risposta ricevemmo una loro visita.  \nPer quanto sembrasse impossibile, un astronave di sconfinate dimensioni comparve dal nulla sui radar di controllo di Sian. Era a circa cento milioni di chilometri dal nostro spazio planetario. StazionÃ² in un'orbita remota, iniziando a inviare messaggi di pace utilizzando la nostra tecnologia di comunicazione.  \n  \nIl consiglio dei tre mondi si riunÃ¬ per decidere sul da farsi, dopo diversi giorni di discussioni, il consiglio deliberÃ² di inviare un messaggio di benvenuto e di accoglierli come amici venuti in visita.  \nIl nostro mondo era in festa e quel giorno venne battezzato come il giorno del primo contatto.  \n  \nL'astronave venne guidata nell'orbita stazionaria di Vendar, il pianeta piÃ¹ grande della triade. Ove risiedeva il consiglio. Tre navicelle atterrarono su Vendar. Un gruppo di ambasciatori umanoidi ne uscirono. Erano fasciati in pesanti tute spaziali, che a stento lasciavano intravedere i lineamenti dei loro visi glabri. Vennero accolti col massimo del riguardo e ripartirono dopo poche ore.  \nParlarono con il gran consiglio, grazie al traduttore da noi costruito. Venne illustrata loro la nostra struttura sociale, la nostra tecnologia basata sullo sfruttamento del Punsar. Questo sembrÃ² interessarli molto.  \n  \n\n\u0026nbsp; Il giorno seguente al loro arrivo, nuguli di piccole navi da battaglia si rovesciarono sulle nostre cittÃ\u0026nbsp;. Come insetti famelici e feroci, annichilirono ogni nostra capacitÃ\u0026nbsp; di difesa, attaccando le nostre infrastrutture piÃ¹ importanti, le sedi del nostro governo. Non risparmiarono nemmeno la sede del nostro Consiglio, dove erano stati accolti con tutti gli onori.  \nI morti si contavano a milioni. La morte e la disperazione assalÃ¬ il nostro popolo, ancora incredulo: avevano percorso migliaia di anni luce solo per attaccarci.  \n  \nVorrei poter non pensare a quello che accadde quel giorno, ma da allora la nostra vita cambiÃ² per sempre. Negli anni che seguirono, Vendar, Glana e Sian vennero colonizzati e sfruttati dagli invasori.  \nGlana, il pianeta della scienza e della tecnica sembrava interessarli maggiormente.  \nLa nostra biotecnologia applicata alla natura, i nostri studi sulle micro-molecole  \n  \nprogrammate e gli acceleratori sub-dimensionali divennero parte del loro bottino di guerra.  \n  \nVendar, venne privato di tutto. Il Consiglio sciolto, gli abitanti resi schiavi e marcati tramite un biochip sottocutaneo ancorato alla spina dorsale. Fummo costretti a lavorare per loro, chi all'estrazione del Punsar, un metallo fondamentale per la nostra tecnologia, chi venne inviato sul loro pianeta per essere usato come schiavo o studiato.  \nIo venni separato dalla mia famiglia, salvato da mio nonno che morÃ¬ durante l'attacco, mia madre e mio fratello vennero catturati per costringere mio padre a continuare il suo lavoro sul loro pianeta con gli altri scienziati di Glana.  \n  \n\n\u0026nbsp; BenchÃ© sembrasse impossibile, qualcuno credeva che un giorno saremmo tornati liberi e li avremmo cacciati dal nostro mondo. Una ribellione stava nascendo e io non sapevo che fare, unirmi a loro e, forse, morire o vivere da schiavo sperando di ricongiungermi con la mia famiglia.  \n  \nMio nonno diceva sempre di non fidarsi di chi non ti condivide il suo odore, vuol dire che ha qualcosa da nascondere, imparammo tutti questa lezione troppo tardi.  \n  \n\n"}